
Jole Santelli presenta una lista di obiettivi da raggiungere nei prossimi 5 anni. Programmi che spaziano dal turismo all’agricoltura, dai rifiuti alla sanità, giovani, imprese e cultura: 65 pagine per delineare il futuro della Calabria. Nel testo firmato dalla Governatrice, si legge: “Ecco in questi mesi noi siamo stati protagonisti di una piccola rivoluzione perché abbiamo dimostrato, in tempi così difficili, di saper rispettare prima ancora che noi stessi gli altri, abbiamo rispettato le regole di contenimento e anche grazie a questo credo la Calabria oggi si appresta a vivere la Fase 2 con maggiore serenità, consapevole di poter ripartire grazie al consapevole orgoglio della propria forza”.Sulla Sanità c’è scritto: “grazie” a questa pandemia, sia stato possibile capovolgere finalmente lo stereotipo che vuole il calabrese incurante delle regole e del senso civico. L’emergenza da Covid-19 ha dimostrato che così non è. Non a caso il NYT ha dedicato nelle scorse settimane un pezzo alla ricetta della Calabria, una regione che tutto sommato, almeno finora, è rimasta una terra no Covid.” Sui rifiuti: “Bisogna programmare ed implementare soluzioni che evitino le emergenze e tengano conto delle esigenze di ogni singola area della regione, che è eterogenea in morfologia, insediamenti e produzioni”.Sul turismo: “un ruolo importante vogliamo assegnarlo allo sviluppo dei servizi offerti dal Portale di promozione turistica regionale e all’Osservatorio turistico regionale.” Sui giovani e il lavoro: “il settore occupazionale costituisce una delle grandi priorità del nostro programma.Occorre necessariamente azionare tutte le leve in capo all’ente regionale affinché si possa contenere un fenomeno migratorio ormai ai limiti. È nostro dovere trattenere i nostri giovani creando opportunità e spazi in ogni settore, in particolar modo nei settori ad oggi meno battuti: turismo, cultura, innovazione, trasporti, agricoltura, zootecnia; settori, questi, favoriti dai fondi europei e indirizzati specificamente dall’UE per la creazione di ricchezza soprattutto del Mezzogiorno, sfruttando a pieno il territorio e le sue risorse, materiali e immateriali”.







