
Manifestazione nazionale delle associazioni del volontariato contro le stragi in mare, Steccato di Cutro, Crotone, 11 marzo 2023. ANSA/FRANCESCO ARENA
Cutro – “Questa croce è il simbolo della sofferenza oggi. E’ istintivo essere qui. C’è una piccola comunità a Riace che è rimasta sconvolta. Certe volte ci penso e mi vergogno di essere un cittadino occidentale. Quando ci sono queste fasi emergenziali, le comunità calabresi sono scosse e prevale subito quello spirito di solidarietà che non dimostra il governo. Sono anni e anni che imperversano, che si tenta di colpevolizzare e di criminalizzare le Ong, i salvataggi, chi si occupa di solidarietà. Per loro il paradigma è all’opposto. A Riace non c’era un’utopia era l’istinto della normalità. Quando ci sono emergenze, degli sbarchi, è un fatto normale. Non è normale tergiversare o dire che la responsabilità è di uno o di un altro e quel tempo diventa letale come è successo”. A dirlo l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, presente al corteo a Steccato di Cutro.
Sulla spiaggia c’è anche il sindaco di Melissa Raffaele Falbo i cui concittadini – allora lui non era sindaco – all’alba del 10 gennaio 2019 evitarono la strage di 51 migranti. La barca a vela sulla quale viaggiavano si incagliò a pochi metri dalla spiaggia di località Torre nei pressi di un hotel. Le urla dei migranti svegliarono alcuni residenti che dettero l’allarme. Il sindaco di allora Gino Murgi e diversi cittadini si gettarono in acqua per salvare le persone utilizzando anche l’imbarcazione di salvataggio dell’hotel per portare a riva le sei donne ed i quattro bambini, tra i quali un neonato, che erano a bordo. “Sono qui – ha detto Falbo – in virtù di quel soccorso, per fare capire che le vite in mare si devono salvare, che non si possono chiudere assolutamente le porte e si devono attuare politiche per creare dei corridoi umanitari per salvare queste persone che scappano dalla guerra e dalla disperazione. Loro non hanno assolutamente alcuna responsabilità ma la necessità di scappare dalla loro terra per poter vivere una vita normale”.
I giornalisti che in queste due settimane hanno seguito gli sviluppi della vicenda, hanno deciso di partecipare alla manifestazione di oggi indossando un pass che riproduce quello della giornalista afghana Amarkhel Torpekai deceduta nel naufragio. All’avvio del corteo c’è stato anche un battibecco con una signora che da un balcone inveiva contro i manifestanti, alcuni dei quali le hanno risposto cantando Bella ciao.
Un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime ha concluso la manifestazione.
Fonte: ANSA









