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Coronavirus – Fase 2: polemiche a non finire

Aprile 27, 2020
by Radio Medua
Medua News
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Fatto il Decreto, trovate le critiche. E stavolta sono tante, aspre, da più direzioni. Ieri sera vi abbiamo subito riferito della lettera della CEI: ai vescovi non sta bene che non si possano celebrare le Messe. Stamani, invece, abbiamo pubblicato il duro intervento del Governatore della Calabria, Jole Santelli, che considera il provvedimento del Governo come un “liberi tutti” che provocherà un nuovo, indiscriminato e pericolosissimo esodo dal Nord verso il Sud.

E poi…una girandola di interventi su giornali, web, radio e TV, raccolti dall’ANSA:

Dalla Lombardia: per Fontana, intervistato da Centocittà, su Rai Radio 1, “ancora non si è entrati nel merito di alcuni problemi che secondo me sono assolutamente fondamentali, come per esempio l’obbligatorietà o meno dell’uso delle mascherine, come faranno i genitori a tenere casa i riparo bambini se entrambi lavorano, essendo chiusi tutti gli asili nido e le scuole e anche presumibilmente i centri estivi.”

“Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel discorso di ieri in cui ha illustrato le prime misure per la fase 2 non ha chiarito come “aiuteremo le famiglie i cui genitori potranno tornare a lavorare e dove ci sono bambini piccoli“. Lo ha sottolineato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel consueto video sulle sue pagine social. “Vi segnalo che a Milano ci sono 120 mila nuclei familiari con bambini fino a 14 anni. – ha aggiunto – Ecco non è chiaro come li aiuteremo e quello è importantissimo”.

Dall’Emilia Romagna: sulla scuola e su come le famiglie dovranno organizzarsi siamo delusi, non abbiamo ancora capito cosa succede, abbiamo chiesto un ulteriore incontro alla ministra Azzolina che mi auguro avvenga questa settimana, altrimenti dopo il cartellino giallo tiro fuori il cartellino rosso”. Così Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24. “Abbiamo capito che l’apertura delle scuole comporta un rischio evidente, ma vogliamo capire col governo quali saranno gli strumenti a sostegno delle famiglie e abbiamo bisogno di linee guida e risorse per riaprire i centri estivi“, ha aggiunto.

Dalla Toscana: “Sulle messe, hanno ragione i vescovi: si facciano in sicurezza“. Lo ha scritto su Facebook Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, commentando le misure del nuovo Dpcm emanato ieri, e illustrato in conferenza stampa dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Penso che si potesse fin da subito – ha aggiunto Rossi – senza aspettare il 4 maggio, fare di più per le attività fisiche individuali all’aperto, per i bambini, per gli anziani e per tutti noi”. Inoltre, ha sottolineato il governatore, “se c’è l’obbligo delle mascherine spetta allo Stato garantirle e erogarle ai cittadini. Infine, si sarebbe potuto graduare le aperture regione per regione tenendo conto del quadro epidemiologico”.

Dal Governo stesso(!): E anche all’interno dello stesso governo arriva qualche vice critica da parte dei renziani. “Ci aspettavamo onestamente un’operazione più coraggiosa: si poteva, si doveva osare di più“, dice la ministra di Iv Teresa Bellanova.

Critiche anche dalla ministra Bonetti. “La parola assegno non è stata pronunciata durante la conferenza stampa, ma la parola assegno è la figura fondamentale e, dal mio punto di vista, irrinunciabile per la gestione di questa fase”. Lo ha detto la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti in una intervista a Radio Inblu riferendosi alla conferenza stampa del premier Conte. La ministra aveva ance espresso dubbi sulla questione delle messe.

“Che fine ha fatto il Piano Colao per le riaperture? Il Governo l’ha ignorato? Settimane di riunioni della task force ma nessuna soluzione applicata per luoghi di culto, bar e ristoranti, asili e centri estivi, seconde case, negozi. A rischio i diritti e la sopravvivenza economica”, lo scrive su twitter il deputato di IvMichele Anzaldi.

A quanto pare, è già finita, qualora vi fosse mai davvero stata, l’unità di intenti e la concordia nazionale, prima ancora che si concluda la Fase 1. Ricordiamo, infatti, che le nuove misure entreranno in vigore solo a partire dal 4 Maggio.

Redazione

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