
Napoli – Il 3 Giugno, salvo nuovi picchi infettivi, si potrà lasciare la propria regione. Lo abbiamo già scritto ieri citando le dichiarazione del Ministro della Salute Roberto Speranza. Si potrà entrare ed uscire anche da regioni in cui i casi di positività al coronavirus sono relativamente alti (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna) in confronto a quanto riscontrato in altre, soprattutto del Centro-Sud.
La decisione desta perplessità in molti e il portabandiera di coloro che non sono affatto convinti della bontà di quanto stabilito è il Governatore della Campania Vincenzo De Luca, che dichiara: “In presenza di contagi elevati è ovvio che in un territorio debbano esserci limiti alla mobilità. Davvero non si comprende quali siano le ragioni di merito che possono motivare un provvedimento di apertura generalizzata e la non limitazione della mobilità nemmeno per le province ancora interessate pesantemente dal contagio. Adotteremo senza isterie e in modo responsabile, insieme ai protocolli di sicurezza già vigenti controlli e test rapidi con accresciuta attenzione per prevenire per quanto possibile, il sorgere nella nostra regione di nuovi focolai epidemici”.
Perplessità anche da parte del Governatore toscano Enrico Rossiche così dichiara alla stampa: “Se ci sono situazioni di regioni dove ancora il livello di contagio è più alto, tenerne conto non è sbagliato”.
Nei giorni scorsi, il Governatore della Sardegna Christian Solinas, aveva chiesto, attaccato duramente dai politici e dalla stampa del Nord, l’istituzione di un passaporto sanitario per chi proviene dalle zone più colpite, timidamente appoggiato dal Governatore siciliano Nello Musumeci, che propende in queste ore, comunque, per la possibile adozione di provvedimenti simili, anche se più “morbidi”.
Infine dal Lazio, l’Assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, afferma: “Ci sono troppe pressioni perché riparta il Nord, bisogna basarsi su evidenze scientifiche”.
Ma a queste pressioni il Governo pare abbia ceduto, appoggiato o, comunque, non ostacolato dagli altri Governatori e Sindaci che tacciono oppure, in diversi casi, dichiarano apertamente di approvare le decisioni prese nelle ultime ore.
Redazione








