Comunicato stampa
In relazione alla gestione dei servizi portuali la scrivente Cooperativa Onda Marina che, come è noto, ha faticosamente portato avanti i servizi del Porto di Bagnara Calabra negli ultimi due anni e mezzo, è stata costretta a tutelarsi giuridicamente ed economicamente nelle sedi giudiziarie opportune e competenti.
Credendo che la gestione di un servizio pubblico non debba essere orientata all’interesse personale, né a quello politico, né tantomeno strumentalizzata al fine di ottenere indebite forme di pubblicità, per queste ragioni si è sempre optato per la tutela legale, piuttosto che per l’utilizzo “improprio” dei mezzi di comunicazione, ciò con l’auspicio che a parlare siano sempre i fatti tangibili e non le sterili parole.
Tuttavia, con riferimento al comunicato stampa del comune di Bagnara Calabra pubblicato in data odierna, sfortunatamente, non si può tacere nella misura in cui questo risulta sorprendentemente erroneo e profondamente lesivo della professionalità della Cooperativa Onda Marina. Laddove si afferma, infatti, che la fine della gestione del 31 agosto 2022 sarebbe stata causata dalla perdita dei requisiti necessari per gestire il Porto da parte dell’ATI Soc. Coop. Onda Marina ed Aurora s.a.s., si afferma qualcosa che è totalmente lontano dalla verità e che suscita sgomento e meraviglia. Non si capisce, invero, come proprio l’ente comunale, ovvero l’autorità amministrativa deputata alla gestione del demanio marittimo, possa affermare che l’ATI non possegga i requisiti di legge atti per protrarre l’affidamento dell’area portuale. È del tutto oscuro immaginare il motivo per cui il Comune non sappia, o piuttosto faccia finta di non sapere, che nessun provvedimento di revoca dei titoli e delle licenze posseduti, a tutt’oggi, dalla So dall’ATI oc. Coop. Onda Marina ed Aurora s.a.s. esista; tanto più laddove sarebbe competenza del medesimo Comune emettere un provvedimento simile, sino ad oggi inesistente.
Ciò che invece non è per nulla oscuro, ma risulta storicamente chiaro è che l’affidamento di sei mesi determinato dal comune con bando di evidenza pubblica lo scorso dicembre 2021, sia stato concretamente attribuito solamente con la lettera commerciale del 29 aprile 2022. Conseguentemente, tanto il termine per adempiere il pagamento del canone, quanto quello per rilasciare l’area portuale sono slittati di due mensilità che non sono ancora decorsi.
Pertanto, se è documentalmente e solarmente chiaro che la Soc. Coop. Onda Marina ed Aurora s.a.s. non possa essere dichiarata inadempiente, salvo offenderne la reputazione, diversamente deve concludersi con riferimento all’Ente Comunale Bagnarese. A fronte, infatti, dei tanti sforzi sostenuti durante l’ultima gestione portuale al fine di rendere fruibile il porto all’intera cittadinanza l’ATI, che di tale fiera cittadinanza è parte, ha sopportato enormi costi ed ingenti spese. Seppure la maggior parte di tali costi non rientrassero nelle prerogative richieste dal bando, ma dovendo gravare sulla competente autorità comunale.
Non a caso, ancor prima di leggere lo “sfortunato” comunicato stampa del Comune, si era stati costretti a malincuore a DIFFIDARE l’amministrazione comunale della somma, calcolata a ribasso, di circa QUATTROCENTOMILA EURO consistenti nelle spese anticipate, in questi due anni e mezzo, solo per permettere al Porto di Bagnara di sopravvivere durante le varie emergenze occorse.
Le spese sostenute dalla Soc. Coop. Onda Marina, peraltro tutte documentate, sono servite a bonificare, per la prima volta nella sua storia recente, l’intera area portuale abbrutita dai rifiuti ultra decennali, a sorvegliare e rendere fruibile il servizio essenziale durante il periodo buio delle mareggiate, della pandemia, del sequestro e dei bandi andati deserti; i costi subiti sono stati funzionali, inoltre, ad ottenere per la prima volta l’Autorizzazione Unica Ambientale, atto essenziale di cui incredibilmente il Porto è sempre stato sprovvisto, a ripristinare il punto di rifornimento dei carburanti, nonché a rendere effettivamente operativa l’isola ecologica comunale che l’ente ha mancato di gestire delegandone il funzionamento all’Ati. Tutte le citate attività, sostenute a proprio carico dalla stessa ATI che oggi, avventatamente, viene definita inadempiente, hanno consentito negli ultimi due anni e mezzo di usufruire della nostra area portuale nonostante il sequestro in corso ed in condizioni di legalità e pulizia che sino ad oggi erano sconosciute.
Pertanto, con il legittimo obiettivo di recuperare semplicemente la verità e con essa la dignità della Cooperativa Onda Marina ed esclusivamente quanto economicamente si è profuso in questi anni, ma senza alcuna voglia di speculare o di far gravare sui cittadini il costo del nostro grandissimo impegno umano (che non pretendiamo ci venga restituito nella misura in cui nessuno potrebbe restituirlo), si ricorda a tutti che non appena il Comune avrà fatto fronte all’ingente debito che ha maturato in questi anni sarà nostra cura scomputare i canoni demaniali oggi compensati.
Da ultimo, non si può sottacere come faccia sorridere l’asserzione secondo cui la nostra Cooperativa si sarebbe resa colpevole della limitazione della sicurezza portuale. Ad oggi nessun processo è ancora iniziato, tantomeno è finito, per la violazione del codice della navigazione relativa all’istallazione dei pontili galleggianti nel Porto. Nessun accertamento processuale ha stabilito se l’Ati è colpevole dell’accusa calunniosamente ascritta attraverso il mezzo infamante del comunicato stampa. Solamente quando un Tribunale stabilirà se la Cooperativa ha davvero posto in essere un comportamento simile o se, piuttosto, il comune ha contraddittoriamente ordinato la rimozione di pontili preventivamente autorizzati, potrà parlarsi di violazioni, reati o colpe. Fino ad allora, ogni altro riferimento lesivo della immagine della Cooperativa sarà oggetto di opportune segnalazioni per perseguirne il contenuto calunnioso nel rispetto della nostra Carta Costituzionale. Al riguardo, si specifica solamente che lo smemorato ente comunale ha ricevuto precisa documentazione attestante come le determinazioni dell’autorità sulle misurazioni della banchina e dei pontili, presupposto della presunta pericolosità della navigazione, fossero del tutto erronee. In tal senso, si chiarisce alla nostra cittadinanza che ci si è dovuti attivare, a tutela del nostro buon nome imprenditoriale, a fronte delle accuse pubbliche e pubblicate che ci sono state mosse in assenza di condanna, a perseguire quanto accaduto.
Dispiaciuti e profondamente rammaricati per l’assenza totale di servizi che, improvvisamente, regna sul nostro porto, danneggiando tutti indistintamente, esprimiamo perplessità in merito alle invere e pretestuose ragioni con cui si è chiesta la revoca anticipata del nostro lavoro e per la grave intempestività con la quale il Comune ha ritenuto, contro ogni ragionevole previsione, di poter risolvere, la gestione settembrina del nostro caro Porto attraverso un pseudo bando indetto solamente 6 giorni prima della ingiusta inibizione del nostro servizio!! Circostanza quest’ultima che purtroppo fa rivivere, nella sua evidente carenza di professionalità, le drammatiche stagioni dell’area portuale antecedenti gli interventi e le migliorie delle ultime stagioni. A riprova del malessere e del danno che ne deriva per tutti basta ricordare che da oggi, in assenza di ogni servizio, è stato affidato incarico di sorveglianza in sfregio alle norme sui contratti pubblici con un assegnazione non conforme ai prezzi di mercato del prezzario dei lavori pubblici di luglio 2022 ma in aumento di circa il 20%!!! Con buona pace dei criteri di economia ed efficienza dell’azione pubblica.
Tanto si doveva per esclusivo amore e rispetto della VERITA^, ovvero quel valore o bene inestimabile che nessun potere, usurpatore o autorità potrà mai sottrarre alla storia ed ai suoi protagonisti tutti.
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