Bagnara Calabra – Nota stampa del Gruppo Consiliare “La Bagnara che VogliAmo”:
“IMPREPARATI? NO, INCAPACI!
Dall’articolo pubblicato il 12 gennaio 2026 su Villaedintorni.it, che riporta l’intenzione dell’Amministrazione comunale di richiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale a seguito della recente mareggiata, emerge un quadro che evidenzia gravi contraddizioni nella gestione dell’emergenza e, soprattutto, dimostra quale elementare e pericoloso sia il livello di competenza gestionale.
La mareggiata che ha colpito il territorio non era un evento improvviso né imprevedibile. Le allerte meteo-marine diramate dalla Protezione Civile erano note con largo anticipo. A rendere ancora più evidente l’incoerenza amministrativa è il fatto che l’unico provvedimento adottato sia stato l’emissione di un’ordinanza di chiusura del cimitero comunale, mentre non risultano analoghe ordinanze per la chiusura delle scuole, di altre strutture pubbliche o delle aree maggiormente esposte al rischio.
Qualcuno ha commentato, ironicamente, che la sola chiusura del cimitero necessitava al solo fine di tutelare i morti e non i vivi.
In tale contesto, risulta incomprensibile e politicamente grave la mancata attivazione del COC (Centro Operativo Comunale), strumento essenziale per il coordinamento tempestivo delle emergenze.
Una scelta che solleva interrogativi seri sulla valutazione del pericolo adottata dall’Amministrazione e, in particolare, dall’Assessore alla Protezione Civile.
La mancata attivazione del COC dimostra una gestione approssimativa dell’emergenza, che ha lasciato il territorio e i cittadini senza un adeguato livello di protezione, nonostante le segnalazioni ufficiali.
Alla luce di questi elementi, la richiesta dello stato di calamità naturale appare contraddittoria e tardiva: non si può invocare l’eccezionalità dell’evento quando sono mancati gli atti fondamentali di prevenzione previsti dalla normativa.
Lo stato di calamità non può essere utilizzato per coprire omissioni e responsabilità politiche, né per scaricare sugli eventi atmosferici le conseguenze di una gestione superficiale dell’emergenza.
Dalla PEGGIORE AMMINISTRAZIONE DI SEMPRE un’ulteriore prova di INCAPACITÀ.”








