Sale la tensione a Messina per l’emergenza Coronavirus. Nessun caso di positività è ancora stato ufficialmente riscontrato ma oggi, intorno alle 15, due signore, venute a testimoniare in Tribunale da Lodi, dopo essere state identificate, sono state prelevate da infermieri in tuta e mascherine anticontaminazione, e condotte in ospedale per dei controlli. Le due testimoni provengono sì dal capoluogo lombardo della provincia in cui s’è sviluppato il primo focolaio italiano, ma non da uno dei comuni della cosiddetta zona rossa e si trovano a Messina da due giorni. I presenti parlano di attimi di tensione, a ulteriore testimonianza di una vera e propria psicosi presente in città. Gli scaffali nei supermercati in diversi casi sono vuoti e le bufale sulla diffusione del covid-19 e sui provvedimenti da adottare per contenere il contagio, viaggiano ormai di continuo da uno smartphone all’altro. Non è una bufala, invece, la possibilità che il Sindaco De Luca chiuda le scuole messinesi. Proprio il primo cittadino ha dichiarato che stavalutando in queste ore se emettere un’ordinanza di chiusura provvisoria per due o tre giorni, per consentire la sanificazione di tutti gli edifici scolastici, una decisione accolta con sollievo da molti ma da altrettante critiche già apparse sui social. L’ordinanza, in un certo senso, aggira le direttive del Governo. Il Presidente del Consiglio Conte, proprio poche ore fa, dichiarava che “non ha ragione di esistere la sospensione delle attività scolastiche” nelle aree non circostanti le zone dei focolai.
Appare strano che, mentre De Luca parla di sospensione delle attività didattiche, allo stesso tempo autorizzi il proseguimento ditutti i festeggiamenti del Carnevale, uno dei quali si sta svolgendo proprio in queste ore per le vie del centro.
Prudenza sì ma ad ore alterne, evidentemente. Si attendono sviluppi.
Giovanni Pirrotta








