Roma – C’è un’epidemia di scarlattina in Italia. In realtà, già da qualche mese i pediatri avevano lanciato un allarme, sottolineando come il fenomeno fosse in qualche modo provocato dal COVID e in particolare dalle restrizioni che si sono rese necessarie per contenere l’emergenza sanitaria legata al coronavirus: esse hanno limitato la circolazione anche di altri virus e batteri, come appunto quello della scarlattina, alterando il sistema immunitario soprattutto dei più piccoli, quelli che ora sono più a rischio.
Come riportato anche dal quotidiano Il Messaggero, si sta verificando un aumento dell’infezione da streptococco di gruppo A (GAS) che può causare forme lievi di malattia come tonsillite, faringite e anche, appunto, la scarlattina.
A fornire un quadro dettagliato della situazione italiana è una circolare del ministero della Salute nella quale si legge: “a livello nazionale si sta registrando un aumento dei casi di scarlattina a partire da Gennaio 2023 e le persone maggiormente colpite sono soprattutto i bambini di età inferiore a 15 anni”.
Lo streptococco di gruppo A (GAS) è considerato la causa più comune di faringotonsillite batterica nei bambini in età scolare, ma può colpire anche quelli più piccoli. In rari casi i batteri GAS possono causare un’infezione grave, nota come malattia invasiva da GAS (iGAS).
Come si cura la scarlattina? Facilmente, con antibiotici, l’importante è accorgersi presto dei sintomi per poter intervenire velocemente.
Quali sono i sintomi e come ci si contagia? La tipica comparsa di macchioline rosse sul corpo (esantema) è un disturbo tipico della malattia, causata proprio dal rilascio di una tossina prodotta dal batterio. La patologia colpisce soprattutto i bimbi tra i 2 e gli 8 anni, mentre il periodo di maggior contagio in Italia va da Dicembre ad Aprile.
La trasmissione avviene tramite l’entrata in contatto con muco e saliva e il batterio ha un’incubazione compresa tra 2-5 giorni.
I sintomi solitamente si manifestano entro una settimana dal contagio.
Il ministero della Salute ha fornito alcune linee guida utili per la prevenzione del contagio della scarlattina.
E’ contagiosa dal periodo della comparsa dei sintomi fino a circa 24 ore dopo l’inizio della terapia antibiotica, ed è bene quindi che fino a quel momento si resti in casa, senza recarsi a scuola o a lavoro. Dato che l’infezione avviene tramite la diffusione delle microgocce espulse durante tosse e starnuti, è consigliabile coprire naso e bocca quando si tossisce e starnutisce, gettando subito dopo il fazzoletto. Inoltre, è necessario fornire un’adeguata areazione degli ambienti interni e seguire una buona igiene delle mani, lavandole di frequente con acqua e sapone, non condividere asciugamani, lenzuola, utensili ed altri oggetti personali con persone affette da scarlattina.
Infine, le scuole in cui vengono segnalate infezioni da GAS dovrebbero eseguire la pulizia e disinfezione dei giocattoli e delle superfici toccate di frequente dagli alunni.
Fonte: Il Meteo.it










